Colloquio di lavoro

Dopo tanti sforzi, sei riuscito finalmente ad attirare l’attenzione dei recruiter, il tuo profilo risulta interessante e vogliono incontrarti di persona per sostenere un primo colloquio conoscitivo. Ma come bisogna prepararsi per affrontarlo al meglio? Quali sono le tipologie di domande che vengono poste durante l’incontro? In questa breve guida, ti spiegheremo come affrontare un colloquio di lavoro per riuscire a non farti sopraffare dall’ansia e presentarti al meglio.

Com’è strutturato un colloquio di lavoro

Il colloquio di lavoro rappresenta un momento cruciale nell’incontro tra candidato ed azienda. Riuscire ad essere arrivato fin qui rappresenta un’ottima opportunità: significa che il tuo profilo risulta senz’altro in linea con l’offerta di lavoro proposta e che i recruiter desiderano capire fino in fondo se puoi essere davvero tu il candidato che fa al caso loro. In questa fase, dunque, sta a te dunque riuscire a giocare tutte le tue carte per riuscire a presentarti al meglio e a convincerli definitivamente. 

Bada bene, però, ogni colloquio di lavoro è diverso. Spesso, le domande variano in base al settore di riferimento, al tipo di posizione che si andrà a ricoprire e non solo. Ci sono, però, degli elementi standard che ricorrono spesso in ogni tipologia di colloquio. Eccone alcuni esempi, divisi per punti con qualche consiglio per gestire al meglio tutte le fasi del colloquio.

Breve descrizione di te in forma di autopresentazione

In genere, ogni colloquio inizia con una breve autopresentazione del candidato, introdotta dalla classica domanda: “Ci parli un po’ di te?”. Si tratta di una domanda che ha lo scopo di mettere a proprio agio il candidato, ma che il più delle volte può risultare spiazzante. Perché? Perché una domanda del genere per quanto semplice spinge il candidato a dover fare una selezione degli argomenti da trattare e scegliere quale percorso valorizzare non è sempre facile.

Ed è proprio per questo e per tanti altri motivi che non va assolutamente sottovalutata. Per evitare di farti trovare impreparato, prova ad esercitarti preventivamente simulando il colloquio. L’obiettivo è essere chiari, concisi e sicuri. Scegli accuratamente gli elementi del tuo percorso professionale e personale da valorizzare e concentrati solo su ciò che è rilevante per la posizione oggetto della selezione. Mi raccomando, però, non essere troppo prolisso. Una presentazione troppo lunga potrebbe dare l’impressione al selezionatore di trovarsi di fronte ad una persona disorganizzata ed insicura. 

Una risposta adeguata non dovrebbe superare i 3 minuti.

Racconto della tua storia professionale

Dopo esserti presentato, è il momento di passare al racconto delle tue esperienze lavorative precedenti. Anche in questo caso, fai molta attenzione a non perderti in chiacchiere. Parti sempre dalle tue esperienze più recenti, dando risalto a quelle più importanti e soffermati solo sugli elementi che potrebbero avere una certa attinenza al settore di riferimento o all’opportunità di lavoro per cui ti sei presentato. 

Ricorda un colloquio di lavoro dura in media tra i 20 ed i 40 minuti, un tempo decisamente ristretto per riassumere un percorso denso di informazioni come il tuo: cerca dunque di sfruttare bene ed al massimo il tempo che è a tua disposizione. Se mantieni alta la concentrazione e l’interesse verso l’offerta che ti si sta ponendo davanti, vedrai che non sarà così difficile.

Assessment finale per capire perché dovrebbero scegliere te

Dopo aver completato in maniera completa e chiara l’excursus della tua carriera e dei tuoi risultati professionali, potresti giungere ad una fatidica domanda, la domanda che più di ogni altra potrebbe rischiare di farti crollare proprio in quell’esatto momento in cui tutto sembrava andare a gonfie vele e cioè: “Perché dovremmo scegliere proprio te?”. 

Rispondere ad un quesito del genere non è mai facile. Non esiste, infatti, una risposta che sia propriamente corretta a questa domanda, ma riuscire ad individuare ciò che l’azienda sta cercando può rivelarsi l’opportunità vincente. Per capire come sfruttare al meglio quest’occasione è necessario dunque prepararsi al meglio e per farlo, bisogna che tu ti chieda: Perchè viene fatta questa domanda? 

Cerca di conoscere più a fondo la realtà che hai di fronte e mettiti nei panni di chi ti sta facendo le domande. L’obiettivo del recruiter, in questo caso, è quello di riuscire a conoscerti come persona. Dimenticati dunque dei tuoi titoli accademici e delle tue esperienze pregresse, hai già avuto modo di elencarle precedentemente durante la prima fase del colloquio. Per rispondere efficacemente, devi riuscire a capire come mettere in risalto le tue potenzialità e come queste possono riuscire a differenziarti da altri potenziali candidati. 

 

Cerca di trovare nel tuo percorso quel quid, quel valore aggiunto che gli altri non hanno e che può portarti ad essere il candidato ideale per quell’offerta. Mi raccomando, però, non avere fretta nel rispondere: prenditi il tuo tempo per formulare la risposta e non esagerare nell’elencare i tuoi punti di forza. Potresti rischiare di suscitare reazioni negative da parte del recruiter.

Domande colloquio di lavoro: le più frequenti

Come avrai capito,dunque, ogni colloquio di lavoro è diverso. Tuttavia, esistono delle domande da colloquio di lavoro che si ripresentano molto spesso, seguendo una struttura standard. Ecco le tipologie più frequenti e qualche trucco per rispondere al meglio ad ogni step!

Colloquio di lavoro: domande a trabocchetto

Durante un colloquio di lavoro sono tante le domande che vengono poste. Alcune di queste possono essere di base molto semplici, altre invece in grado di mettere il candidato letteralmente in crisi. Si tratta delle cosiddette domande a trabocchetto, ossia domande pensate esclusivamente per testare la tua reazione di fronte a situazioni inaspettate o particolari. L’obiettivo di queste domande è sempre e solo uno: scoprire le carte e vedere se sei davvero tu la persona adatta per la posizione ricercata. Come fare dunque per non farsi cogliere impreparati? 

Basta capire come individuarle per riuscire a preparare preventivamente le risposte giuste da dare. Vediamo dunque alcuni esempi di domande trabocchetto: 

      • Come ti descriveresti in una parola?
      • Perché vuoi lavorare qui? 
      • Cosa pensi di questa posizione rispetto alle altre per le quali ti sei candidato?
      • Come mai vuoi cambiare lavoro?
      • Per quale motivo un collega non vorrebbe lavorare con te?
      • Hai mai portato a casa una penna dall’ufficio?
      • Hai qualche rimpianto legato alla tua carriera?
      • Dove ti vedi nel futuro? 
      • Quanto ti aspetti di guadagnare? 

Il trucco per riuscire a gestire efficacemente questa situazione sta nell’apparire chiari e decisi. Per evitare risposte frettolose e tentennamenti, rifletti prima bene su quali potrebbero essere le risposte migliori da dare. Anche in questo caso, ti consigliamo di studiare bene le caratteristiche dell’azienda, la mission e i suoi valori per capire quali sono gli elementi che stanno cercando. Questo ti consente non solo di mostrarti motivato nell’intraprendere questo percorso ( un dato che puoi sfruttare anche per la stesura della lettera di presentazione) ma anche di fare bella figura con il selezionatore o con il tuo potenziale datore di lavoro. 

Ricordati, inoltre, di essere assolutamente sincero. Evita di dire bugie durante il colloquio per metterti in mostra, anche perché attraverso specifiche domande il selezionatore può facilmente scoprire se stai bleffando e la cosa potrebbe non giocare a tuo favore. In questa fase, è assolutamente importante giocare a carte scoperte.

I diversi tipi di colloquio di lavoro

Anche se tutti i colloqui di lavoro seguono una struttura abbastanza standard, devi sapere che ne esistono di diversi tipi. Non è importante che tu li conosca alla perfezione, basta che tu sappia come sfruttare al meglio le diverse situazioni in base all’occasione che ti si presenta. Vediamo dunque le diverse tipologie di colloquio di lavoro ed i consigli per prepararsi al meglio.

Il colloquio di lavoro in presenza

Se sei arrivato sino a qui, vuol dire che sei riuscito ad attirare l’attenzione del recruiter grazie al tuo CV e alla tua lettera di presentazione. Non è il momento però di cullarsi sugli allori, poiché è proprio qui che ti giochi il tutto per tutto, con il colloquio in presenza. La tua sola ed unica opportunità per dimostrare quanto vali. È quindi molto importante che in questa fase ti prepari a rispondere a domande che vadano più a fondo su quelle che potrebbero essere le aspettative, la retribuzione ed i carichi di lavoro. 

Il colloquio di lavoro telefonico

Alcune aziende preferiscono effettuare la prima scrematura attraverso un colloquio telefonico. In questo caso, è bene che tu segua questi piccoli accorgimenti prima di iniziare: 

      • Accertati di essere in un luogo tranquillo dove non puoi essere disturbato. 
      • Prendi appunti in merito all’opportunità di lavoro in questione.  
      • Tieni il curriculum vitae sempre sotto mano. 
      • Non sottovalutare mai il colloquio telefonico, molto spesso costituisce infatti la prima opportunità per fare realmente buona impressione.

Il colloquio di lavoro in video conferenza

Il colloquio di lavoro in video conferenza sta prendendo sempre più piede all’interno delle realtà aziendali. In fondo, parliamo di uno strumento di selezione che offre molteplici vantaggi sia per i candidati che per i recruiter poiché riduce i tempi del colloquio e migliora l’iter di selezione. Affrontare un video colloquio però richiede degli accorgimenti diversi rispetto a quelli utilizzati nei colloqui tradizionali. Ecco dunque alcuni consigli per prepararti al meglio per affrontare il colloquio di lavoro in video conferenza: 

      • Scegli un ambiente adatto, luminoso e privo di distrazioni, un angolo della casa che ben si presti ad un colloquio
      • Verifica le impostazioni di audio, video e connessione del tuo dispositivo
      • Fai delle prove di video colloquio, registrandoti o facendo una video call con un amico per avere un feedback sulla tua performance;
      • Chiedi in anticipo quanto tempo avrai a disposizione per organizzare al meglio la tua presentazione;
      • Preparati a eventuali domande su carriera professionale, percorso di studi, competenze e obiettivi professionali per essere il chiaro e conciso possibile durante l’intervista;
      • Se sostieni il colloquio da dispositivo mobile, ricordarti di tenerlo in posizione orizzontale;
      • Sii puntuale e non far attendere il recruiter;
      • Sii sereno, spontaneo e chiaro nell’esposizione

Il colloquio di lavoro di gruppo

Si tratta di una tipologia di colloquio certamente inusuale, ma devi sapere che alcune aziende sfruttano questa opportunità per osservare come si comporta il candidato in un contesto sociale, un dato fondamentale soprattutto se l’offerta di lavoro prevede la collaborazione all’interno di un team. Di norma, in questo caso, vengono convocati più candidati contemporaneamente (in genere 10-15) che verranno poi chiamati a presentarsi individualmente di fronte agli altri. La situazione di certo non è semplice da affrontare nè sul piano pratico né su quello emotivo. Emergere durante un colloquio di lavoro può suscitare ansia e preoccupazione, figuriamoci farlo con l’idea di riuscire a scavalcare altre persone. 

Visto il numero di candidati e la situazione sarà di certo più difficile per te farti notare, possiamo però darti qualche piccolo consiglio: evita di prendere il sopravvento sugli altri, cerca di avere un atteggiamento aperto al confronto. Ricorda che nei colloqui di gruppo una qualità molto apprezzata è la collaborazione con il resto del team. Anzi, vengono proposti molto spesso per capire questo tipo di attitudine del candidato. 

Altre tipologie di colloquio di lavoro e fasi di svolgimento

Se hai superato brillantemente il primo colloquio, potresti essere ricontattato per un secondo incontro. Il secondo colloquio è l’occasione per te per scendere maggiormente nei dettagli per quanto concerne aspettative, retribuzione e possibilità di carriera. Allo stesso tempo, l’esaminatore sarà più preciso nel rivolgerti le domande. Vorrà sapere se sei proprio tu la persona che sta cercando e ti chiederà maggiori informazioni su quelle che sono le tue competenze tecniche e le precedenti esperienze, magari facendoti svolgere anche qualche esercitazione pratica. 

Non tutte le aziende ricorrono a più di due colloqui, in genere il secondo è l’ultimo, ma se ciò accade allora vuol dire che ti sei candidato per una posizione che ha bisogno di un profilo più specializzato e quindi dovrai essere preparato ad affrontare un ultimissimo step. Il terzo colloquio si svolge tra una rosa ristretta di candidati. Siamo alle fasi finali della selezione: il selezionatore non nutre ormai alcun dubbio sull’idoneità del tuo profilo, ma purtroppo lo scarto tra te ed altri possibili candidati è talmente limitato che è molto difficile compiere la scelta definitiva. 

Starà a te, in questa fase, mostrarti motivato e con la stessa identica tenacia e preparazione che hai mostrato durante i colloqui precedenti. Scopri tutte le tue carte poiché questa sarà l’ultima chance per convincere l’azienda che sei tu la persona giusta da inserire nel team. 

Come affrontare un colloquio di lavoro

Qualunque sia la tipologia di colloquio che dovrai sostenere, ci sono alcuni consigli che vale la pena seguire in ogni circostanza per cercare di affrontare il colloquio di lavoro al meglio. Innanzitutto, mantenere la calma è fondamentale. Avere ansia in questa fase è più che normale, ma onde evitare che possa trasformarsi in un ostacolo per te è bene capire come riuscire a padroneggiarla. 

L’ansia, infatti, può essere considerata anche come un elemento positivo, uno strumento in grado di spronarti per riuscire a dare il meglio di te. Quando si è agitati, il trucco è risucire a trasformare quell’ansia in un’opportunità. Fai un bel respiro, concentrati e cerca di trasformare quelle paure in pensieri positivi. Questo aiuta a migliorare l’umore ed aumentare la tua motivazione.

Come vestirsi per un colloquio di lavoro

Può sembrare banale, ma anche l’abbigliamento gioca un ruolo importante durante un colloquio di lavoro. Ricordati sempre che a parlare non saranno soltanto i tuoi gesti e le tue parole, ma anche ciò che indossi. Per questo per riuscire a fare una buona impressione, è importante curare anche l’outfit. 

Come bisogna vestirsi allora per un colloquio di lavoro? Ovviamente, non esiste una risposta univoca. L’abbigliamento formale e pulito, sebbene possa sembrare il più adatto per queste occasioni, non è sempre la scelta vincente. Ad esempio, se invii una candidatura per lavorare in un’azienda di moda, anche il tuo outfit sarà oggetto d’esame e potrai dunque sfruttarlo per colpire il selezionatore. 

Casi particolari a parte, però, puoi tenere a mente questi piccoli accorgimenti che valgono per qualsiasi tipo di colloquio di lavoro: 

      • Evita abbigliamenti esageratamente casual
      • Evita vestiti troppo informali
      • Non vestirti in modo provocante 

E cosa più importante, ricordati di curare l’aspetto dei capelli, del viso e delle mani, che devono essere sempre in ordine. 

Quali domande fare al recruiter al termine del colloquio di lavoro

Spesso si pensa che durante i colloqui di lavoro siano soltanto i recruiter a dover porre domande. Niente di più sbagliato. La fase finale del colloquio, in realtà, rappresenta un’ottima opportunità per il candidato per raccogliere quante più informazioni possibili sull’azienda e sulla posizione da ricoprire attraverso qualche domanda. Questo ti permette non solo di capire se effettivamente quella posizione fa al caso tuo, ma di mostrarti ai recruiter interessato e maggiormente motivato nell’intraprendere questo percorso. Un’opportunità che, se sfruttata bene, può aiutarti a migliorare ancor di più la tua posizione di fronte ai selezionatori. Vediamo dunque quali domandi fare al recruiter al termine del colloquio:

      • In che modo il ruolo per cui mi sono candidato contribuisce al successo dell’organizzazione?
      • Quali sono le più grandi sfide per chi occupa questa posizione? 
      • In che modo descrivereste la cultura aziendale
      • Qual è stato l’aspetto principale che l’ha spinta a lavorare in questa azienda? 
      • Ci sono possibilità di crescita? 
      • Sono disponibili programmi di training e formazione? 
      • Quali saranno i prossimi step? 
      • Cosa potete dirmi riguardo al team in cui verrei inserito? 

Porre delle domande al recruiter può intimidire, tant’è che spesso i candidati evitano di proseguire il colloquio per timore di sbagliare chiedendo qualcosa che li possa mettere in cattiva luce. Eppure, si tratta di un’opportunità che va colta senza esitazione perchè ti consente di avere maggiori dettagli su cosa ti aspetta, nel caso venissi assunto e che può farti apparire realmente interessato all’organizzazione e alla cultura aziendale. 

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