Richiesta di permesso negata dal datore di lavoro: cosa fare

permesso di lavoro

Quando il proprio datore di lavoro nega una richiesta di permesso è bene affrontare la situazione con una strategia e senza azioni avventate che potrebbero peggiorare la situazione.

Conoscere i propri diritti in ambito dei permessi lavorativi può esserti d’aiuto affinché il datore di lavoro prenda seriamente le tue richieste.

In questo articolo andremo a vedere quali sono le azioni da compiere per gestire la situazione e cercare tutte le soluzioni per far valere i propri diritti di lavoratore.

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Permessi lavorativi: cosa sono e tipologie

I permessi di lavoro sono dei permessi retribuiti dall’azienda per dei periodi di assenza dal lavoro più o meno lunghi e sono diversi dalle ferie, o dai riposi settimanali. In questi periodi il lavoratore può allontanarsi dall’attività, continuando a essere pagato e mantenendo il diritto di accumulare giorni di ferie e di anzianità.

Sono permessi vincolati a diritti costituzionalmente garantiti ai lavoratori. La normativa di riferimento comprende leggi statali e Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro (CCNL) specifici per diversi settori.

Alcuni permessi di lavoro sono definiti per legge e possono essere poi regolamentati dai CCNL, garantendo così eventuali condizioni favorevoli per i lavoratori. Altri, invece, sono disciplinati in maniera esclusiva dai CCNL e sono utilizzabili dal dipendente solo quando raggiunge determinate soglie di anzianità lavorativa.

Esistono diverse tipologie di permesso, tra queste ricordiamo:

  • ROL (Riduzione dell’Orario di Lavoro): È una particolare tipologia di permesso previsto dai Contratti Collettivi, in base al quale il dipendente accumula ore che può usufruire durante l’anno per assentarsi. Queste ore vengono indicate in busta paga.
  • Ex festività: Sono quelle giornate in cui cadono delle ricorrenze che prima erano festività e ora non lo sono più. Secondo alcuni CCNL il lavoratore ha diritto a chiedere un giorno di permesso retribuito se un ex festività si svolge durante una giornata lavorativa.
  • Congedo per matrimonio: I dipendenti che si sposano hanno, per legge, diritto a 15 giorni di permesso retribuito.
  • Congedo per maternità: Permette alle neo mamme di assentarsi per 5 mesi con uno stipendio all’80%.
  • Congedo per paternità: Permette ai neo papà di avere un permesso di 10 giorni con una retribuzione al 100%.
  • Congedo parentale: Entrambi i genitori possono richiedere fino a 6 mesi di permesso nei primi 12 anni di vita del nascituro. Questo congedo è retribuito al 30% della retribuzione ordinaria, ma solo fino al sesto anno di vita del bambino.
  • Donazioni di sangue o midollo: Se un dipendente dona il sangue (con un prelievo minimo di 250 g di sangue), può assentarsi dal lavoro per l’intera giornata. La giornata risulta pagata se si effettua una donazione in un centro convenzionato dal Ministero della Salute.
  • Legge 104/92: L’assistenza ai familiari con handicap prevede per i lavoratori il diritto di 3 giorni di permesso retribuito al mese, che può essere anche suddiviso in ore.
  • Permesso per lutto: I dipendenti hanno diritto a 3 giorni di permesso in caso di decesso del coniuge, o di un parente fino al secondo grado di parentela.
  • Permesso di studio: I dipendenti che studiano hanno diritto a un massimo di 150 ore di permesso, che possono salire a 250 ore se la materia di studio rientra nella scuola dell’obbligo, da utilizzare in 3 anni.
  • Motivi personali: Alcuni Contratti Collettivi permettono al dipendente di usufruire di 3 giorni di permessi senza specificarne il motivo.
  • Permessi per allattamento: Sono dei permessi giornalieri concessi alle dipendenti che sono diventate madri da poco. Chi lavora full time ha diritto a 2 ore al giorno, mentre per il part time è prevista una sola ora.
  • Permessi elettorali: Sono concessi ai lavoratori che durante il periodo elettorale svolgono tutte quelle mansioni che ruotano attorno allo scrutinamento dei voti.
  • Permessi per cariche pubbliche elettive: I dipendenti che hanno anche cariche pubbliche possono richiedere permessi retribuiti per le giornate di consiglio comunale, o regionale.
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Come richiedere un permesso lavorativo

La procedura per la richiesta di un permesso di lavoro può variare a seconda della tipologia di permesso e del paese in cui si sta lavorando. Esistono però alcuni passaggi generali che riguardano un po’ tutti questi tipi di permessi.

Prima di tutto, in base all’esigenza, è necessario capire quale tipologia di permesso si adatta di più alla tua richiesta. Una volta individuata è importante capire se come dipendente hai tutti i requisiti per richiedere il permesso.

Se, ad esempio, ti devi assentare per motivi di lutto, una volta tornato/a dai giorni che ti spettano dovrai consegnare al tuo datore di lavoro tutta la documentazione relativa al decesso del parente. Se, invece, hai necessità di sfruttare la Legge 104/92 perché devi assistere una persona, la richiesta va fatta telematicamente all’INPS e poi comunicata al proprio datore di lavoro che non potrà rifiutare la richiesta di permesso (ma potrà richiedere una programmazione delle assenze).

Alcuni permessi, dunque, necessitano di essere corredati da tutta la documentazione necessaria, specifica per ogni tipologia. Ti consigliamo di informarti, anche presso la tua azienda, dell’iter da fare per usufruire del tuo permesso.

Il datore di lavoro può negare un permesso?

Anche in questo caso dipende molto dalla tipologia di permesso che si richiede. In linea generale, come confermato dalla sentenza n. 688/2018, il datore di lavoro non può negare il permesso di lavoro retribuito. L’azienda, infatti, deve concederli e non può usarli per controllare i propri dipendenti.

Ovviamente, anche il lavoratore deve essere corretto e comunicare sempre l’intenzione di usare un permesso per tempo, utilizzandoli in maniera responsabile.

Unica eccezione sono i permessi per motivi personali. Non dovendo specificare il motivo dietro questa richiesta, il datore di lavoro può decidere se la richiesta è compatibile con il lavoro che si sta svolgendo in quel momento in azienda. Ad esempio, se si chiede un permesso senza una vera motivazione in un periodo in cui c’è un forte carico di lavoro, il datore può anche negarlo, oppure trovare un accordo con il dipendente.

Cosa può fare un dipendente al quale è stato negato un permesso?

Nel caso in cui i permessi retribuiti venissero sempre negati al lavoratore, egli può rivolgersi ai sindacati, alle associazioni di categoria, oppure all’ispettorato del lavoro.

Il consiglio è quello di parlare prima di tutto con il proprio datore per capire le motivazioni dietro alla non accettazione della richiesta. Se questo non dovesse portare ai risultati sperati, il dipendente può coinvolgere i sindacati, o le associazioni di categoria pertinenti, in grado di garantire che i diritti del lavoratore siano rispettati.

Anche l’ispettorato territoriale del lavoro è una risorsa da tenere in considerazione e a cui rivolgersi se il permesso viene negato senza motivo. L’ente, infatti, ha il compito di controllare che le normative lavorative vengano applicate e può intervenire per verificare che tutto si svolga correttamente.

È sempre bene che il dipendente non perda mai tutta la documentazione fatta per richiedere i permessi, comprese le risposte negative del datore od ogni sua comunicazione. Questo, infatti, può tornare utile nel caso sia necessario avanzare azioni legali, o reclami formali.

Come evitare che una richiesta di permesso venga rifiutata?

Se hai bisogno di un permesso di lavoro è bene che l’azienda sia sempre informata per tempo di questa tua necessità. Se lavori in un’azienda ben strutturata, puoi fare richiesta alle Risorse Umane o al referente, cercando di farlo con più anticipo possibile, così che si possa, nel caso, organizzare al meglio il lavoro.

Per evitare che il permesso ti venga negato è sempre bene conoscere quante ore di permesso hai maturato, così da evitare di chiederne di più di quelle che ti spettano.

Nel caso in cui dovessi chiedere un permesso per un’emergenza, dove è impossibile dare un preavviso, ricorda sempre di avvisare quanto prima l’azienda ed evitare di fare un’assenza non giustificata che potrebbe farti passare in cattiva luce.

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