Il 2021: un anno ancora tutto da scrivere

A cura di Paolo Ferrarese, Direttore Generale di e-work 

È atteso per la seconda metà del 2021 un miglioramento dell’economia italiana superiore alle stime, già in rialzo, di qualche mese fa. La previsione – diramata dalla Commissione Europea lo scorso 7 luglio – è frutto dell’andamento positivo dell’economia nazionale nella prima metà dell’anno, la cui spinta dovrebbe essere rafforzata dall’impatto del Fondo per la Ripresa.

Complessivamente, l’Italia dovrebbe chiudere il 2021 con un incremento del tasso di crescita del 5%. La revisione dei dati, in netto miglioramento, non riguarda solo il nostro Paese, ma anche tutta l’Eurozona e c’è da immaginare che proseguirà per tutto il 2022, per effetto delle varie azioni di sostegno che verranno poste in atto.

Chi opera sul mercato dei servizi alle imprese ha già percepito questa inversione di tendenza repentina rispetto agli andamenti medi del 2020.
A questa dinamica si è inoltre affiancata una ridefinizione delle competenze professionali necessarie a sostenere la ripresa; un cambiamento che però non è soltanto figlio della pandemia.

La transizione digitale e quella ecologica avevano infatti già ampiamente ridefinito i processi delle grandi aziende e oggi questi fenomeni stanno investendo anche le realtà più piccole, sia nei settori manifatturieri che nei servizi. Formazione STEM, digitalizzazione, innovazione 4.0, specializzazione tecnica e competenze trasversali, rappresentano al meglio l’impatto di questa svolta sulle persone e sul loro modo di lavorare.

La sfida dei prossimi mesi sarà quindi quella di trovare le persone giuste ma anche quella di sostenere l’adeguamento delle loro competenze, in un contesto di “rimescolamento” di mestieri e professioni che forse non ha eguali dal dopoguerra.
Decisiva sarà anche la capacità delle imprese di focalizzarsi sulla gestione e innovazione del loro core business e dei loro processi produttivi.

Un doppio obiettivo per raggiungimento del quale la tradizionale vocazione all’innovazione e alla specializzazione del sistema produttivo italiano dovrebbe dare il meglio di sé.