Scenari: il lavoro riparte, traino del manifatturiero

A cura di Paolo Ferrarese, Direttore Generale di e-work

Si accende una nuova luce sulla crisi economica e lavorativa creata dalla pandemia, con i buoni risultati che arrivano dal settore manifatturiero. Non è un segreto che l’inizio dell’anno abbia lasciato intravedere segnali di cauto ottimismo per la ripresa dell’economia in generale e delle attività manifatturiere in particolare, in Italia. Ebbene, quell’ ottimismo oggi sta determinando per molti operatori dei mercati B2B la direzione di un andamento di crescita e sviluppo per molti versi inedito e il cui impatto non sarà di breve periodo.

L’indice destagionalizzato del settore manifatturiero italiano, a marzo, ha infatti registrato 59,8 punti, in salita rispetto ai 56,9 di febbraio (dato IHS Markit). In estrema sintesi, si è registrata un’accelerazione inedita delle attività produttive e un incremento dei nuovi ordini a tassi di crescita ben superiori ai mesi precedenti la pandemia (e inferiori solo a Germania e Paesi Bassi).

Traino di un percorso di rilancio, in cui l’accelerazione della campagna vaccinale in Italia, dentro e fuori le aziende – oltre all’evoluzione stessa della pandemia – sarà determinante per dare nuovo slancio al mercato (e far sì che la luce del cauto ottimismo diventi un faro nella ripresa economica nazionale) il dato è interessante in termini di occupazione.

Questa tendenza comporta infatti la ripresa della creazione di posti di lavoro su larga scala e in settori cosiddetti maturi, oltre quindi la logica (che abbiamo conosciuto nell’ultimo anno e che sicuramente ci accompagnerà per i prossimi mesi) dell’incremento delle professioni legate al digital, alla relazione di cura, alla logistica, al sanitario. Addirittura, secondo alcuni analisti tra i quali Lewis Cooper – economista dell’istituto IHS Markit – in Italia saremo davanti alla maggiore espansione degli ultimi tre anni. Tra le evidenti cause di questo andamento e delle previsioni di medio periodo, ovviamente, l’avvio della campagna vaccinale che, seppure a velocità differenziate, fissa l’uscita dall’emergenza – su scala europea – non oltre l’autunno del 2021.

Per le imprese che operano nel B2B (ma non solo per quelle, basti pensare alle previsioni sul settore dell’ospitalità e del turismo), significa intravedere una generazione di opportunità per tanti versi senza precedenti e in grado di rimettere in movimento il mercato almeno per tutta la seconda metà del 2021 e per tutto il 2022.